martedì, dicembre 22, 2020

Cima Sassara

 Nonostante il dislivello contenuto, una gita di grande impegno tecnico, difficile da trovare in condizioni accessibili in questa stagione con le giornate più corte dell'anno. Per farla in condizioni di sicurezza accettabile bisogna trovare neve morbida per non rischiare una scivolata che sarebbe fatale ma anche un'ottima stabilità dei ripidi pendii (oltre i 40 gradi) dove, con un'eventuale valanga, si verrebbe trascinati nei salti di roccia che delimitano i pendii sciabili. Dopo un'esplorazione alla bocchetta dei 3 sassi il giorno prima per valutare le condizioni, proviamo. Le temperature sono un pò alte ma al mattino c'è un ottimo rigelo e la giornata velata non promette troppo sole. Prima della bocchetta di Mondifrà si devia a sinistra dove un ripido pendio con roccette affioranti costringe ad un tratto a piedi. Poi su pendii un pò meno ripidi si sale fino alla fascia di roccia che li delimita in alto traversando a sinistra individuando una cengia innevata esposta che permette di attraversare fino ad un camino che permette di accedere ai pendii superiori. Perdiamo un pò di tempo ad attrezzare la cengia con una corda fissa e, con qualche difficoltà saliamo anche il camino col fondo di ghiaccio vivo. Lasciamo attrezzati i passaggi per il ritorno e saliamo i ripidi pendii che portano alla cima. C'è parecchia neve farinosa e, nonostante il bollettino valanghe dia pericolo 2 e non si vedano tratti ventati, la pendenza oltre i 40 gradi e gli strapiombi su cui finiscono i pendii, ci consigliano di procedere ben distanziati per distribuire meglio il peso sulla neve. Con gran fatica e inversioni molto impegnative riusciamo ad arrivare sci ai piedi (salire senza sci sarebbe stato impossibile per la gran quantità di neve inconsistente) (tranne un piccolo tratto) in cresta dove saliamo a piedi gli ultimi 10 metri.  La discesa, dopo la prima curva procede bene con la neve fresca che dà una gran sicurezza nonostante l'esposizione e la forte pendenza. e con gran soddisfazione in un attimo siamo alle corde fisse bruciando in pochi minuti la grande faticata della traccia di salita. Non fosse già tardi sarebbe stato da ripellare per godere un'altra volta lo splendido pendio. Ripercorriamo rapidamente le corde fisse, scendiamo sotto la bocca di Mondifrà e risaliamo alla bocca sci in spalla per farci anche la val Centonia. Arriviamo alla bocca alle 16 e dobbiamo scendere veloci prima del buio. Anche il primo tratto, che pochi giorni prima mi era sembrato molto ripido, dopo la Sassara sembra tranquillo. Percorriamo il canale di sinistra ancora vergine su neve sempre più pesante man mano che scendiamo ma sempre molto divertente e arriviamo all'imbrunire al ponte sul Meledrio dove si ripella per tornare alla macchina. Grandissima gita in ottime condizioni.








Bocca di Mondifra
Vagliana
Canalone Beri























































































Bocca di Mondifra














traccia




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