mercoledì, marzo 23, 2016

Giro dei Fracingli

Il Brenta è pur sempre uno dei posti più belli dove fare scialpinismo: la maggior parte degli itinerari sono piuttosto impegnativi e necessitano di condizioni favorevoli che si presentano solo per periodi piuttosto ristretti ma, quando ci sono, si fanno sempre gite memorabili.
Partiti dal vivaio della val Brenta, ci siamo fatti la lunghissima forestale fino al lago di Valagola. Ottimo rigelo notturno ma, in alto, le nuvole che corrono veloci annunciano vento forte. Tracciata la prima rampa dopo il lago si arriva nella bellissima piana in vista del rifugio 12 Apostoli. La valle è sottovento, ma già si vedono le cime avvolte da sbuffi di neve portata in giro dalla bufera. La salita al rifugio 12 Apostoli è in ottime condizioni: trasformata ma non troppo dura e, ogni tanto arriva un colpo d'aria a toglierci il calore del sole. Oltre il rifugio inizia il tratto per me nuovo. Con un traverso ci portiamo in cresta sopra la val Stretta e qui il vento diventa decisamente forte. Ci dividiamo: in 2 scendono per la al Stretta e in 3 continuiamo per andare ad imboccare la val Larga. Si inizia con un traverso ripido ma per fortuna con neve non dura e poi si arriva ad una sella aerea con un panorama fantastico sulla vedretta dei camosci: Crozzon, Tosa e Ambiez mi fanno dimenticare la preoccupazione per come farò a scendere, visto che sono di gran lunga lo sciatore meno sicuro. Invece, la strada è più semplice del previsto: con un ampio giro si imbocca una cengia che permette di entrare nella val Larga. Mentre si percorre la cengia, per fortuna, non si percepisce quanto sia esposta: solo una volta sotto, si capisce dove si è passati. Per me è un posto da non fare con neve troppo gelata. Discesa bellissima in polvere fino alla confluenza con la val Stretta dove, con lungo traverso a sinistra, ci ricongiungiamo con le tracce dei nostri compagni che sono scesi direttamente. Ancora un tratto ripido con neve bellissima e poi si entra nel bosco dove la neve si fa crostosa e diventa molto più impegnativo manovrare gli sci fino alla forestale percorsa in salita.
Decisamente la più bella gita della stagione!

Lungo la lunghissima forestale per il lago.
Sopra la malga ben innevata e, sotto, il lago di Valagola perfettamente gelato.



Lontana la Presanella.


I pendii sotto il 12 Apostoli ormai perfettamente assestati e trasformati.



Sopra, il rifugio 12 Apostoli, sotto, al centro, la cima d'Ambiez, a destra, la cima Valagola.




Vento forte all'imbocco della val Stretta



Il traverso sopra la val Stretta che permette di andare a prendere la val Larga: per fortuna la neve non era ghiacciata.


Spunta il Crozzon

La Tosa e la cima D'Ambiez
Sopra il Crozzon, sotto l bocca d'Ambiez

Sotto la coma dei Fracingli che abbiamo saltato per il troppo vento: vista la pendenza e l'esposizione della cengia nevosa che porta alla cima e che, sicuramente, avrei dovuto fare con gli sci, la rinuncia non mi è dispiaciuta troppo.
Dall'aerea spalla sopra la val Larga non si capisce proprio come trovare la strada fra gli strapiombi per scendere.


La cima Vallon con il canale dove mi sono arreso 2 anni fa: quest'anno, con molto meno neve, sembra ancora peggio.

L'esposta cengia che permette di entrare nella val Larga: quando la si percorre non ci si rende ben conto del vuoto che c'è sotto, ma è bene non cadere


Sopra la cengia appena percorsa che immette nella val Larga.
Neve polverosa e qualche piccolo accumulo da vento che si stacca al passaggio degli sciatori.





la val Stretta


L'ultimo ripido canalino che permette di scendere in Valagola




4 commenti:

  1. Credo di averlo fatto al contrario con KarlHeinz e MAx Endrighi qualche anno fa.
    http://www.ironelli.it/sport/cima-pratofiorito/

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    1. mi permetto, voi avete salito la valstretta, non la val larga. giusto per precisone. red

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  2. Si, dalle foto avete fatto in salita la nostra discesa

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  3. Gitatranquilla25 marzo 2016 18:25

    Noi l'abbiamo fatto al contrario quest'estate. Avevamo incontrato una guardia col cannocchiale che andava a fare il censimento degli orsi.... siete fortunati che erano ancora a nanna.
    Ambiente pochissimo frequentato, selvaggio e magnifico, con la neve è ancora meglio. Confermo che la cengia è esposta, ma anche alcuni tratti successivi (nel ns. senso di marcia).... infatti io non volevo salirci (la vedevo salendo). Comunque c'è di peggio e non ci sono difficoltà particolari. Il giro merita davvero. Complimenti.

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