lunedì, maggio 10, 2021

Piz Miara

Il progetto originale era la est del Gran Zebrù ma, vista la perturbazione in avvicinamento, abbiamo pensato a qualcosa di più "facile", meno problematico in caso di nebbie o vento. Arrivati alla partenza si pensa di aver sbagliato qualcosa: sembra un posto moto più adatto ad arrampicare che a sciare, pareti di roccia inaccessibili sbarrano l'accesso alla cima. Solo un ripido canale innevato sale verso la parete, ma non si intuisce come possa proseguire. Nessun rigelo e neve fin troppo morbida rendono meno repulsivo il subito ripido canalino d'accesso. Dopo una svolta a sinistra e un tratto a piedi su roccette si sbuca su un nevaio dove gli sci sembrano avere più senso se non fosse per la neve ancora fradicia, Lo attraversiamo per arrivare sotto una fascia di roccette dove al ritorno si dovrebbe scendere in doppia. Le superiamo aggirandole faticosamente su macchie di neve fradicia fino a sbucare su un bel pendio finalmente sciabile che pare dare un senso a quello che abbiamo fatto per arrivarci. Si sale fin sotto la parete nord del Piz Miara, di cui si vede già di lontano la croce, e si prosegue su un ben più ripido canale (45°) dove ben presto decido di proseguire a piedi. C'è una crosta portante per gli sci ma non a piedi e si sale con gran fatica i 200 metri di canale chiuso da una grande cornice fino a sbucare sul dolce altopiano del Sella con grande contrasto con l'ambiente ripido attraversato. La cima si raggiunge a sinistra, finalmente in modo elementare. La discesa, per la via di salita, è accessibile solo fino all'imbocco del canale: poi, prima la cornice, poi la neve pesante al sole e ghiacciata all'ombra rendono più che problematica la sciata. Più in basso la neve migliora e negli ampi pendii sotto si riesce a sciare fino al tratto da superare in doppia dove scopro di aver portato una corda troppo corta. Con una certa tensione riesco a scendere per la via di salita. Dal nevaio sottostante, prima per gli spazi ampi dove curvare, poi per la neve più compatta, si scende relativamente con facilità.



Il punto di partenza e il vallone apparentemente inaccessibile che sale al Miara










Sotto le rocce dove si sarebbe dovuto scendere in doppia
Da sopra le roccette Stefano, che ha dimenticato le pelli, procede a piedi sfondando nella neve fradicia
































Traccia

Come avrebbe potuto essere con neve migliore:


Il nostro video che non dà molto l'idea della difficoltà


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